Dopo anni di attesa e una crescente pressione da parte della concorrenza, Microsoft ha finalmente deciso di rimettere mano alle fondamenta di Windows 11. Il piano di rinnovamento per il 2026, illustrato dal responsabile di divisione Pavan Davuluri, punta a risolvere le criticità storiche del sistema operativo, privilegiando l’esperienza d’uso rispetto all’integrazione forzata di nuove funzioni.
Le modifiche toccheranno diversi pilastri del sistema, con i primi test previsti per aprile nel canale Insider:
- Taskbar flessibile: Dopo anni di restrizioni, torna la possibilità di posizionare la barra delle applicazioni sui quattro lati dello schermo (alto, basso, destra, sinistra) e di ridurne le dimensioni.
- Ridimensionamento di Copilot: Microsoft ammette che l’integrazione dell’IA è stata talvolta eccessiva. L’assistente verrà rimosso da app come Foto, Blocco Note e Strumento di cattura, restando attivo solo dove genera un valore aggiunto concreto.
- Gestione degli Update: Fine dell’obbligo di installazione immediata. Gli utenti potranno posticipare gli aggiornamenti a tempo indeterminato, spegnere il PC senza installarli e godere di un sistema di riavvio automatico limitato a una sola volta al mese.
- Performance di Esplora File: Previsti miglioramenti drastici nella velocità di navigazione, nell’avvio dell’app e nella gestione del trasferimento di file pesanti.
Sotto la scocca, Windows 11 subirà una profonda pulizia tecnica. Molte componenti core verranno migrate al framework WinUI3, eliminando finalmente i residui grafici e funzionali che risalivano addirittura all’epoca di Windows Vista (come alcune sezioni del Pannello di Controllo e i menu contestuali).
Sul fronte hardware, Microsoft promette:
- Maggiore affidabilità per le connessioni Bluetooth e USB.
- Un sistema di sblocco biometrico più reattivo.
- La risoluzione definitiva dei problemi di sospensione/riattivazione, critici soprattutto per i laptop e le console portatili da gaming.
La decisione di Microsoft non è casuale, ma dettata da un panorama competitivo che si è fatto aggressivo. Se da un lato macOS continua a convincere il settore educational e creativo, la vera sfida arriva dal basso:
- Linux e SteamOS sono diventati alternative concrete per il gaming e l’uso consumer.
- Google sta accelerando la convergenza tra Android e ChromeOS, preparando un “Android Desktop” che potrebbe vantare un ecosistema di app mobile che Microsoft non è mai riuscita a costruire.